Roma – La progettazione di qualità del verde come infrastruttura strategica per la salute, la resilienza climatica e l’identità dei territori è stata il filo conduttore della Passeggiata per l’Italia 2025, il percorso itinerante promosso da Asso.Impre.Di.A. che si è concluso nelle scorse settimane in Sicilia, a Randazzo (Catania), dopo aver attraversato il Paese coinvolgendo istituzioni, comunità scientifica, professionisti e filiere produttive.
Non un semplice ciclo di eventi, ma un vero processo culturale che ha rimesso al centro il paesaggio come leva di benessere collettivo, superando la visione del verde come elemento accessorio o decorativo. Un approccio ribadito fin dall’apertura dei lavori dalla presidente di Asso.Impre.Di.A., Melissa Rava, che ha sottolineato il significato profondo della tappa conclusiva siciliana:
“La Passeggiata per l’Italia nasce per costruire una visione condivisa del paesaggio come bene comune e infrastruttura essenziale. Chiudere questo percorso in Sicilia, in un territorio dove natura, storia e comunità convivono ogni giorno, significa affermare con forza che la qualità dei progetti, il rispetto delle norme e l’alleanza tra istituzioni, imprese e professionisti sono oggi indispensabili per migliorare concretamente la vita delle persone e la salute delle nostre città”.
Un messaggio che si inserisce nella cornice più ampia del lavoro portato avanti dall’associazione a livello nazionale, come ha evidenziato il Direttore Generale Alberto Patruno, tracciando un bilancio del format itinerante:
“L’evento che abbiamo portato in giro per l’Italia ha avuto un focus sul tema del Paesaggio e della bellezza delle Città, che ha visto a Randazzo in provincia di Catania la sua conclusione presso gli amici dello Sikania Garden Village, dove abbiamo registrato una importante partecipazione – dichiara Alberto Patruno Direttore Generale di ASSO.IMPRE.DI.A. – ma allo stesso tempo abbiamo avuto l’ambizione di dimostrare la leadership e responsabilità della nostra associazione nell’organizzare questi eventi su questi temi, che dimostra una visione, impegno e capacità di guida”.
Accanto alla dimensione politica e associativa, la Passeggiata per l’Italia 2025 ha dato ampio spazio alla ricerca scientifica, in particolare al contributo delle agenzie ambientali, rafforzando l’asse di collaborazione tra Sicilia e Calabria sui temi della salute e del clima.
Centrale il ruolo di ISPRA, che ha portato dati e scenari allarmanti ma anche soluzioni concrete legate alla diffusione delle infrastrutture verdi urbane. Come ha spiegato Silvia Brini, Responsabile Area Monitoraggio Qualità Aria e Climatologia Operativa:
“Il miglioramento degli estremi climatici e la mitigazione delle isole di calore è sempre più una priorità che fa comprendere l’importanza di aumentare i finanziamenti green nelle nostre città, – dichiara Silvia Brini, Responsabile Area Monitoraggio Qualità Aria e Climatologia Operativa dell’ISPRA – e dove la capacità del verde cittadino, in determinate condizioni, di abbassare le temperature da 2-3°C fino al 40%, sia di giorno che di notte è una realtà, infatti è stato stimato che in Italia un aumento del 10% della superficie a verde determinerebbe in alcune città italiane l’abbassamento di 2°C della temperatura dell’aria con un risparmio energetico per il raffreddamento durante l’estate pari all’8-11%. In un quadro che registra un aumento del 30% della mortalità correlata al caldo negli ultimi due decenni con oltre 100.000 decessi in 35 Paesi europei nel 2022-2023 (dalla lettera aperta della Commissione paneuropea per il clima e la salute (OMS/Europa, 2025))”.
Un approccio integrato, che trova riscontro anche nel lavoro di ARPA Calabria, impegnata sul fronte della salute pubblica e della fruibilità degli spazi verdi e blu. Lo ha ricordato Giacinto Ciappetta, Direttore Scientifico dell’Agenzia:
“Il buon uso degli spazi Verdi e Blu per la promozione della Salute e del benessere – dichiara Giacinto Ciappetta, Direttore Scientifico Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente della Calabria – ha come finalità, attraverso il progetto di ricerca VeBS, di aumentare e migliorare la conoscenza e la fruibilità degli spazi e delle infrastrutture, verdi-blu che rappresentano circa il 42% delle aree urbane nell’UE (38 città). Promuovere la frequentazione degli spazi verdi-blu ha dimostrato un reale beneficio per il benessere fisico e mentale degli individui e per la prevenzione delle principali patologie”.
Nel confronto nazionale non è mancata una riflessione più ampia sulla pianificazione del verde urbano e sul rischio di perdere identità, memoria e funzionalità delle città senza una visione sistemica. A richiamare l’attenzione su questo aspetto è stato Gianluigi Pirrera, Vicepresidente AIPIN:
“Il rischio di perdere l’identità e la storia delle nostre città e non riuscire a raggiungere gli obiettivi – dichiara Gianluigi Pirrera, Vicepresidente AIPIN – Associazione Italiana per l’Ingegneria Naturalistica – è sempre più reale e ci motiva ad una “Metabolizzazione urbana del verde”, cioè, creare e promuovere quelle infrastrutture verdi e blu in grado di contribuire a ridurre lo sbilanciamento tra input (nuove piante e invasività) e output (espianti e morie). Non è possibile continuare a vedere il verde urbano solo come copertura vegetale ed anche con specie appropriate, senza una pianificazione urbanistica del verde, senza recuperare il drenaggio urbano, senza associare la partecipazione sociale ai servizi ecosistemici”.
Infine, uno sguardo alla filiera produttiva, con il vivaismo riconosciuto come attore chiave della transizione ecologica, capace di generare benefici ambientali, sociali ed economici. A ribadirlo è Antonino Giambò, Consigliere ANVE Sicilia:
“Il vivaismo non è solo una semplice attività che ha la funzione di piantare alberi, aiuole e fiori, ma il vivaismo è ambiente, società ed economia, – dichiara Antonino Giambò, Consigliere ANVE Sicilia – è Ambiente perché contribuisce alla lotta ai cambiamenti climatici grazie all’assorbimento di CO₂ e al rilascio di ossigeno; migliora la resilienza delle città: alberature e verde riducono le isole di calore urbane fino a 2–3°C; contrasta l’erosione del suolo e favorisce la regimazione delle acque, riducendo il rischio di alluvioni; salvaguarda la biodiversità attraverso la produzione e diffusione di specie e varietà differenti. È società perché aumenta il benessere psico-fisico delle persone: il contatto con il verde riduce lo stress e migliora la salute mentale, spazi verdi ben progettati favoriscono l’inclusione sociale e diventano luoghi di comunità; migliora la qualità della vita nei centri urbani, favorendo mobilità dolce, turismo e attrattività dei territori. È economia perché un comparto agricolo ad alto valore aggiunto, con una forte vocazione all’export (l’Italia è leader europeo); genera occupazione diretta e indiretta, con una filiera che include agronomi, giardinieri, architetti del paesaggio e logistica; stimola innovazione tecnologica (tecniche di coltivazione, digitalizzazione, sostenibilità); aumenta il valore immobiliare e commerciale delle aree urbane e residenziali con la presenza di spazi verdi di qualità”.
A dare una lettura trasversale del percorso è stato Massimo Lucidi, giornalista e Presidente della Fondazione e-novation, che ha accompagnato e moderato le diverse tappe della Passeggiata per l’Italia, sottolineando il valore del format itinerante come strumento di coinvolgimento reale e di costruzione di consapevolezza. Un’iniziativa che ha scelto la relazione diretta e l’esperienza dal vivo per rendere la sostenibilità un tema comprensibile e praticabile per tutti i soggetti coinvolti:
“In Sicilia si è conclusa la “Passeggiata per l’Italia 2025” un’iniziativa che ha voluto creare consapevolezza e diffondere conoscenza – dichiara Massimo Lucidi, Giornalista e Presidente della Fondazione e-novation – sulla sostenibilità che è un tema complesso. L’obiettivo itinerante è stato quello di formare e sensibilizzare in modo efficace, le persone, le associazioni, le istituzioni e le aziende in prima persona. Coinvolgere tutti questi soggetti insieme è servito ad attivare una comunicazione dal vivo che crei emozioni, esperienze immersive e storytelling che rendono la sostenibilità vicina e praticabile, motivando comportamenti migliori”.
La Passeggiata per l’Italia 2025 si chiude così come un percorso di sintesi tra visione politica, dati scientifici e pratiche operative, lasciando in eredità un messaggio chiaro: il verde è una infrastruttura primaria e una responsabilità collettiva. Un impegno che Asso.Impre.Di.A. ha già annunciato di voler portare avanti nei prossimi appuntamenti nazionali, a partire da MyPlant & Garden 2026, continuando a costruire una cultura del paesaggio capace di incidere sulle politiche urbane del futuro.